Come leggere la prescrizione degli occhiali: cosa significano SPH, CYL, ADD
- Prisma Ottica
- 22 ago
- Tempo di lettura: 3 min

Capita quasi a tutti: si esce da un controllo della vista con un foglio in mano pieno di sigle e numeri — SPH, CYL, AXI, ADD — e nessuno spiega davvero cosa significano. Si finisce per fidarsi e basta, senza capire cosa dicono quei numeri sulla propria vista.
Proviamo a fare chiarezza, con parole semplici.
SPH — la sigla più importante
SPH sta per "sfera", ed è il valore che indica quanto sei miope o ipermetrope. Se il numero è preceduto da un segno meno (-), indica miopia: fatichi a vedere bene da lontano. Se è preceduto da un segno più (+), indica ipermetropia: la difficoltà è più marcata da vicino, anche se non sempre è percepita allo stesso modo da tutti.
Più il numero è alto (in valore assoluto), più il difetto visivo è marcato. Un -1.00 è una miopia lieve, un -6.00 è già significativa.
CYL e AXI — l'astigmatismo
Se sulla tua prescrizione compare anche CYL (cilindro), significa che hai una componente di astigmatismo: la cornea non ha una curvatura perfettamente sferica, e questo crea una visione leggermente distorta o sdoppiata, più evidente in certe direzioni.
AXI (asse) indica invece l'orientamento di questo astigmatismo, espresso in gradi da 0 a 180. Non è un valore che riguarda "quanto" vedi male, ma "in che direzione" va corretta la lente — per questo, per capirci, viene sempre letto insieme al valore di CYL.
ADD — il valore delle lenti progressive
Se porti (o stai per portare) lenti progressive, sulla prescrizione trovi anche ADD (addizione): è il valore in più che serve per la visione da vicino, che si somma alla correzione base per lontano. È legato alla presbiopia, la naturale perdita di elasticità del cristallino che arriva quasi a tutti dopo i 40-45 anni.
Più il valore di ADD è alto, più marcata è la difficoltà a mettere a fuoco da vicino senza la lente progressiva.
Diottrie e decimi: due cose diverse che spesso si confondono
Una delle confusioni più comuni è tra le diottrie (i valori SPH e CYL di cui abbiamo parlato) e i decimi di vista, che sono invece il risultato del test con le lettere sulla tavola ottotipica (quella con le righe di lettere sempre più piccole).
Le diottrie misurano il difetto ottico dell'occhio — quanto è "sbagliata" la curvatura o la lunghezza del bulbo oculare rispetto alla norma. I decimi, invece, misurano quanto vedi effettivamente, con o senza correzione: 10/10 significa che leggi correttamente la riga di riferimento standard, considerata la visione "piena".
Non esiste una corrispondenza fissa e automatica tra i due valori: due persone con la stessa gradazione in diottrie possono avere decimi di vista diversi, perché entrano in gioco anche altri fattori (qualità della retina, contrasto, luminosità dell'ambiente, e semplicemente come il cervello elabora l'immagine).
Un equivoco comune da chiarire: un valore più alto in diottrie (es. -5.00 invece di -1.00) indica un difetto più marcato, mentre un valore più alto in decimi (es. 10/10 invece di 6/10) indica una visione migliore. Sono due scale che vanno in direzione opposta rispetto a "quanto è alto il numero" — ed è proprio questo a generare la confusione più frequente.
Un esempio pratico
Se sulla tua prescrizione leggi qualcosa come "SPH +1.00, CYL +0.50, AXI 018°, ADD 2.50", significa: una lieve ipermetropia, un piccolo astigmatismo orientato a 18 gradi, e un'addizione di 2.50 per la visione da vicino — tipica di chi ha superato i 50 anni e ha bisogno di una correzione importante per leggere.
Perché è utile capirli, questi numeri
Non serve diventare esperti per farsi seguire bene da un professionista — ma capire cosa significano questi valori aiuta a fare domande più consapevoli, a capire perché una lente costa più di un'altra, e a riconoscere se la propria vista sta cambiando nel tempo, confrontando vecchie prescrizioni con quelle più recenti.
Il nostro approccio
Quando consegniamo un occhiale, spieghiamo sempre cosa significano questi valori per chi ce lo chiede — perché capire la propria vista, non solo "vederci meglio", fa parte di una consulenza fatta bene.
Hai la tua prescrizione ma non sai bene cosa significhi? Portala in negozio: te la spieghiamo con calma, senza fretta e senza tecnicismi.




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